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Cosa vuol dire Essere un nomade digitale: la mia esperienza di oltre 7 anni

Ecco come vivere in viaggio mi ha portata al minimalismo e a fare scelte consapevoli

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NOMADE DIGITALE – CONTENT CREATOR – DIGITAL MARKETING

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Intraprendere la strada del nomadismo digitale ha solo in parte a che fare con un lavoro remoto, è piuttosto una scelta consapevole, la decisione di spostare l’attenzione dalle cose superflue a quelle che contano davvero, come il vero senso dell’esperienza umana.

Non di rado infatti chi opta di diventare nomade digitale ha un occhio di riguardo verso un consumo più consapevole ed etico e fa attenzione che il suo stile di vita sia a un più basso impatto ambientale e sociale.

Chi sceglie una vita da nomade digitale deve fare i conti il proprio bagaglio, tanto per cominciare, non può permettersi di essere consumista, vuoi perché le ristrette condizioni dei vettori aerei costringono a ridurre il peso delle valige e il numero dei colli, vuoi perché comprare significa spesso acquistare qualcosa che non serve, che possiedi già, mentre la scelta di dare più tempo alla vita, alle esperienze, all’avventura fa cambiare totalmente e aiuta a distaccarsi dalla società orientata al consumismo.

Vivere viaggiando a tempo pieno implica stare più a contatto con le comunità locali, non far parte di un turismo mordi e fuggi e consuma esperienze, che spesso è inconsapevole complice nello sfruttamento degli animali. Questa scelta è più un vivere che non un semplice viaggiare.

Non ti perdere.
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Lavorare come Nomade Digitale

essere nomade digitale in grecia

Nomadismo e minimalismo: scelte etiche di vita

Quando si scopre l’esistenza della possibilità di guadagnare online e vivere viaggiando senza essere dipendenti da un luogo fisico specifico e si intraprende questa direzione si rende necessario sgomberare il campo da tutto ciò che non serve.

In questo senso viene in aiuto il minimalismo, uno stile di vita che riduce gli oggetti a solo ciò di cui si ha bisogno o che ci dà gioia, attraverso scelte di consumo consapevoli e ragionate.

Fare scelte di consumo più consapevoli significa non solo ridurre gli acquisti, ma anche fare attenzione affinché ciò che acquistiamo abbia un basso impatto ambientale e non sfrutti la manodopera, compresa quella infantile, ma che le aziende dalle quali compriamo abbiano a cuore sia il pianeta Terra sia le persone che lavorano per loro.

Questo genere di approccio spinge il nomade digitale a chiedersi spesso il perché di un acquisto, ma anche il come e dove vengono prodotti i beni che utilizza.

Considerata la decisione di vivere il viaggio quasi a tempo pieno per scoprire le bellezze del mondo, il fenomeno del nomadismo digitale non può prescindere dall’operare scelte etiche, facendo attenzione anche al cibo che si consuma.
Non è necessario in questo senso fare scelte radicali, esigere perfezionismo da se stessi e dagli altri, come si dice spesso non abbiamo bisogno di poche persone che fanno tutto perfetto, ma di intere masse di persone che facciano la loro parte del movimento. Come si fa?

Facendo attenzione alla quantità di plastica che quasi inavvertitamente acquistiamo ogni giorno. Spesso non ne siamo consapevoli, ma siamo circondati da plastica e una volta che iniziamo ad accorgercene non possiamo fare a meno di vedere tutte quelle volte che viene utilizzata senza un reale perché.

Diventare minimalisti significa evitare imballaggi inutili, acquistare prodotti ecosostenibili che non comportino ulteriore emissione di CO2 nell’atmosfera e non sfruttino manodopera solo per accontentare le nostre scelte egoistiche.

Significa comprare capi di abbigliamento che durino nel tempo sia come stile che come qualità, che corrispondano un giusto prezzo a chi li produce e a chi li distribuisce senza il costo venga pagato maggiormente dalle persone più povere e più sfruttate.

 

Essere consapevoli delle nostre scelte significa vivere in modo più lento, rispettare il nostro corpo e adottare uno stile alimentare che non pesi esclusivamente sull’ambiente, che non sfrutti gli animali, ma che abbia a cuore la nostra salute e la salute del nostro pianeta.

 

Viviamo in un mondo dove ci sono le persone che muoiono di fame e dall’altra altre persone che muoiono dalle malattie causate da una sovralimentazione.

Non è solo un’ingiustizia sociale, non si può continuamente incolpare qualcun’ altro di esterno, bisogna essere responsabili e rendersi individualmente consapevoli, cambiare il proprio stile di vita cercando di fare del nostro meglio per non contribuire a peggiorare lo stato delle cose, ma al contrario influenzare positivamente gli altri.

La mia esperienza - Ascolta l'audio

E poi è anche una scelta di economia personale, perché per guadagnare denaro investiamo il tempo della nostra vita e se acquistiamo cose inutili significa che poi buttiamo via anche un pezzo del nostro tempo necessario a farci avere quell’oggetto.

Quella del minimalismo è una vincita su tutti i fronti ed è possibile applicarla anche se non si è viaggiatori a tempo pieno. Per iniziare basta utilizzare la regola del 90/90 coniata dai The Minimalists, coloro che hanno maggiormente contribuito alla nascita del movimento e dello stile di vita. La regola del 90/90 consiste nel prendere gli oggetti che non hai usato negli ultimi 90 giorni e metterli da parte, se non li utilizzerai nei successivi 90 giorni significa che non ti sono utili, non ti danno gioia e non apportano nulla alla tua vita. Vendili, regalati, ricicla, ma non devono ingombrare il tuo spazio.

Quando si viaggia a tempo pieno abbracciare il minimalismo diventa una scelta quasi automatica, lo spazio nella valigia è ridotto e quindi bisogna riflettere bene su ciò che serve realmente.

Questo ha degli effetti su tutto il resto delle scelte quotidiane e anche quelle più rilevanti. Chiedersi se serve arrabbiarsi, preoccuparsi, provare tristezza viene quasi naturale, si fa prima un decluttering di oggetti e poi anche quello emotivo.

Pare brutto dirlo, ma voglio essere onesta, si impara anche a distinguere le persone e fare a meno di chi porta nella nostra vita solo esperienze negative e lamentele. In sostanza si costruisce il proprio ambiente di vita e di lavoro facendo attenzione e diventando più consapevoli di ciò che fa male a noi, agli altri e al mondo.

Tutto questo ha un impatto enorme sulle persone e potenzialmente sul pianeta se viene raccontato ad altri attraverso la narrativa online.

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Narrativa di viaggio: raccontare il mondo online

Chi lavora viaggiando spesso scegliere di avere un blog personale per raccontare la propria esperienza e per aiutare gli altri a capire come si diventa nomade digitale.

Essere nomade digitale di solito si coniuga anche con il cercare di influenzare positivamente gli altri intorno a sé, per aiutare le persone che desiderano intraprendere questa strada a rendersi conto che è possibile anche per loro farcela.
L’esperienza da nomade digitale non si riduce solo a guadagnare online e viaggiare stando chiusi nella propria bolla, ma raccontare agli altri attraverso canali sociali non tanto quali monumenti o località visitare, cosa che si trova ormai ovunque, ma far vivere l’esperienza come se si fosse presenti in prima persona.

 

Se Non di rado chi lavora online svolgendo diversi mestieri, addirittura quello di psicologo nomade digitale, riveste anche il ruolo di travel blogger- se scrive su un blog il diario delle sue esperienze o di travel vlogger- se racconta tutto ciò con materiale video.

Chi decide di lavorare viaggiando in camper spesso trasmette gli altri la bellezza e le difficoltà del proprio stile di vita. Molte persone hanno iniziato la loro prima esperienza in camper proprio dopo aver letto i racconti di vita e di viaggio di qualcun altro trovati quasi per caso in rete.

Quando ti chiedi come si inizia, avviene quasi in modo casuale, perché si vede qualcun altro farlo e io penso sia un modo bellissimo di far crescere questa grande comunità di viaggiatori, perché è come se si tramandasse silenziosamente ma in modo impattante il messaggio che la vita è qualcosa di molto prezioso che non semplicemente vivere per lavorare.

Che uno scelga di diventare travel vlogger o travel blogger si renderà presto conto di quanto sia impegnativo creare contenuti di qualità e di come sia una costante messa alla prova comunicare agli altri il proprio mondo e le proprie esperienze.

Essere creatori di contenuti, che siano testuali o visivi richiede studio, tempo, progettazione, fasi di lavoro e di revisione, videoediting, conoscenze grafiche per rendere tutto più appetibile in un mondo, quello online, dove l’asticella della qualità diventa sempre più alta.

E allo stesso tempo bisogna saper trasmettere il proprio modo di essere nomade digitale e viaggiatore, facendo attenzione a non far passare un messaggio sbagliato, a non venire travisati, specie se si ha un notevole numero di spettatori, cercando di rimanere se stessi, ancorati ai propri valori e non sentirsi schiacciati da giudizi e critiche non mancano certo in un racconto di vita così esposto. È un lavoro anche su se stessi, per non rimanere feriti e non portarsi dietro il peso di giudizi e opinioni di chi sta dall’altra parte della tastiera.

 

Direi che è un’esperienza umana completa che richiede spirito di adattamento e di iniziativa, capacità di restare con la mente spalancata a nuove possibilità e allo stesso tempo introversa, dove il lavoro su se stessi non manca mai.

 

È una crescita continua che richiede anche di saper stabilire i propri tempi e la propria intimità, mettendo confine a ciò che va detto pubblicamente e ciò che invece va tenuto per se stessi, non tanto per pudore o per qualche forma di moralità, ma per il bisogno di mantenersi integri, pur raccontandosi al mondo.

essere nomade digitale

Due modi di essere nomade digitale

Non esiste un solo modo di essere nomade digitale. Di solito quando si scopre come diventare viaggiatori a tempo pieno e guadagnare online si pensa che questa esperienza di vita debba essere per forza una scelta low cost, a basso budget, cercando di spendere il meno possibile e vivendo nella frugalità volontaria.

Ci sono diverse opportunità in realtà.

È possibile incassare a distanza anche cifre cospicue che permettano uno stile di vita più lussuoso e godersi l’esperienza di viaggio a tempo pieno vivendo in località più esclusive, viaggiando comodamente seduti in prima classe, sperimentare costosi sport estremi, partecipare a esperienze di lusso.

Il tutto senza mai vivere la vita come in un resort all inclusive, ma rimanendo comunque a contatto con la comunità locale, esplorando il territorio, godendo delle bellezze del posto, pur concedendosi uno stile di vita più comodo.

Si realizzano sempre le cose in cui credi realmente; e il credere in una cosa la rende possibile.

– Frank Lloyd Wright

Voglio precisare che lo stile di vita e di viaggio non dipende esclusivamente dalla quantità di denaro che si riesce a guadagnare online, tant’è vero che è possibile avere redditi da capogiro e scegliere comunque uno stile più sommesso e low cost, decidendo per esempio di lavorare viaggiando in camper per essere sempre più a contatto con la natura e per avere la possibilità di spostarsi a proprio piacimento senza dipendere per questo da mezzi di trasporto o da disponibilità di alloggio.

 

Ci sono persone che hanno speso soldi e tempo per allestire dei van in modo da fare non solo una casa a quattro ruote, ma anche il proprio ufficio a quattro ruote con tutte le necessità che il loro lavoro richieda.

 

Il come si viaggia dipende dal tipo di esperienza che vogliamo fare, che tipo di persona si è.

Tutto ciò che viene per il nostro benessere e tiene un occhio di riguardo sulla sostenibilità di viaggio va bene, non esiste una scelta sbagliata, sia che si decida di fare i nomadi digitali alloggiando esclusivamente in ostelli e lavorando dalla spiaggia sia che si scelga di affittare lussuose ville con piscina privata.

Ci sono nomadi che si dedicano molto all’outdoor, imparano sport nuovi, si buttano nelle novità e altri che sono di indole più riservata, lavorano dal loro computer, incassano a distanza e si godono semplicemente il tramonto da una qualche spiaggia in Thailandia, bevendo una birra in compagnia e vivendo praticamente mimetizzati tra la gente del posto.

È possibile essere nomadi digitali scegliendo di spostarsi spesso, ogni due tre mesi, o rimanere anche sei-otto mesi in uno stesso posto e puoi prendere un volo aereo per esplorare un’altra parte del pianeta. Conosco nomadi che hanno esplorato un intero continente in un anno in van o spostandosi in aerei, documentando il tutto e facendo vedere agli altri le bellezze e i paesaggi locali.

 

La cosa importate è che quando si fa una ricerca su come si diventa nomade digitale non si rimanga abbagliati solo da uno stile di essere nomade digitale, scoraggiandosi perché si pensa sia un modo di vivere inarrivabile o che ci voglia un capitale per intraprendere una vita più significativa.

 

In realtà qualsiasi modalità va bene purché soddisfi le nostre personali esigenze, tuttavia è difficile incontrare un nomade digitale in un resort all inclusive, perché questa modalità di viaggio difficilmente si coniuga con il suo stile di vita che cerca un contatto con le comunità locali e vuole conoscere più da vicino come vive il resto del mondo senza imporre la sua cultura, ma al contrario, portandosi dietro tutto ciò che di buono trova negli altri.

Ora però vediamo più da vicino cosa significa essere nomade digitale in camper.

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Vado a vivere in camper

La scelta di diventare nomade digitale ben si adatta a lavorare viaggiando in camper.

Non sono poche le persone che adottano questo stile di vita e di viaggio, perché risulta essere estremamente low cost se si pensa che il costo di un camper usato ben presto si ammortizza rispetto all’acquisto di una casa dove vivere stabilmente.

Tuttavia bisogna fare attenzione, perché quando si decide di fare questa scelta, non bisogna solo pensare a come guadagnare online, mentre ci si sposta, ma anche informarsi bene sulle normative che vivere in camper comporta.

Chiaramente, vivere in camper non è vietato, ma ci sono norme da rispettare per lo stazionamento del mezzo.

Inoltre, quando si sceglie la vanlife, e sempre più persone stanno optando per questo stile di vita, bisogna assicurarsi di avere una buona connessione internet mobile sempre con sé e di attrezzare all’interno del van la zona ufficio, perché spostandosi in continuazione bisogna comunque avere una postazione lavoro comoda.

Come ogni scelta di vita anche questa non deve essere definitiva, si può farlo per dei mesi o anni e poi rivendere il mezzo per dedicarsi ad un altro tipo di nomadismo, perché no, su una barca a vela a patto di avere la patente nautica ed essere pronti ad affrontare la vita in mare.

Come vedi essere nomade digitale può significare tante esperienze diverse, nessuna delle quali è realmente preclusa.

 

Smettere di lavorare e iniziare a vivere

Vista da fuori, da chi è abituato a vedere il mondo sempre con gli stessi occhi e difficilmente accetta la possibilità di scelte di vita alternative, l’esperienza da nomade digitale potrebbe sembrare una scelta insensata di chi non ha voglia di impegnarsi a lavorare o diventare qualcuno di importante nel mondo del lavoro.

La verità è completamente all’opposto.

Chi vuole diventare nomade digitale non fa questa scelta per guadagnare online soldi facili, quella è una favola, né tantomeno vuole fuggire dall’impegno di costruirsi una solida carriera tradizionale per incapacità o pigrizia.

Tutt’altro.

Chi sceglie questo stile di vita lo fa per smettere di lavorare per sopravvivere in una società di consumo per iniziare a vivere davvero secondo le proprie aspirazioni e il proprio ritmo.

Questa scelta ha un prezzo.

Chi racconta che è facile e chi gli è piovuto dal cielo vuole illuderti.

 

Essere nomade digitale significa costruirsi un lavoro da zero, senza nessun tipo di garanzia, lavorando anche fino a notte fonda pur di riuscire nel proprio intento, dimenticando le feste e i weekend.

Per un nomade digitale la scelta non è solo incassare a distanza, ma anche come farlo, con quale tipo di lavoro, senza calpestare se stessi, la propria indole creativa o imprenditoriale che sia.

Il fatto che questa scelta di vita venga abbracciata da più di centinaia di migliaia di persone nel mondo significherà pur qualcosa.

È perché nonostante la fatica iniziale di trovare il giusto mindset, le opportunità di guadagno e la propria espressione professionale, il nomadismo digitale è uno stile di vita che permette di ricalibrare la propria giornata orientandola verso valori reali, dare un senso al tempo, essere più a contatto con se stessi e se si è genitori, avere la possibilità di prendersi cura dei propri figli a 360° senza sentirsi costretti di dover cercare una soluzione per poter continuare ad andare al lavoro, perché il tuo lavoro te lo porti con te.

 

Non è una scelta facile e non esiste una forma di genitorialità migliore, ma questo stile di vita indubbiamente avvantaggia sia i genitori che i figli, pur con tutte le difficoltà: come quella di adeguare gli spazi di vita e di lavoro per non farsi continuamente distrarre dai bambini piccoli e dedicargli il giusto tempo, dover pensare alla sicurezza e alla crescita dei bambini mentre si è in viaggio, perché da soli è sicuramente più semplice.

 

Quando si abbraccia questa scelta da genitori è una responsabilità in più rispetto a quando si è da soli con se stessi, nessuno lo mette in discussione, ma i figli non devono rappresentare un ostacolo per intraprendere questa strada, semmai un aiuto per rendere la vita più significativa che mai.

Ecco, in tutti questi casi c’è un fattore che viene sempre in aiuto, ed è la comunità.

La comunità dei nomadi digitali è una vera e propria tribù che si sostiene e si dà una mano, non solo professionalmente ma anche personalmente, a livello umano, emotivo e psicologico.

La comunità è come uno psicologo nomade digitale, sempre presente per sostenerti e farti vedere le cose da una prospettiva che altrimenti non avresti considerato.

lavorare da un van wildflowermood
lavorare da un van wildflowermood

La comunità nomade: una vera tribù

Per incontrare i nomadi digitali paradossalmente non c’è bisogno di essere nomadi digitali e prendere un biglietto aereo per Bali, perché ovviamente li puoi incontrare online nelle varie community sui social media.

Quello che contraddistingue la comunità dei nomadi digitali rispetto a tutte le altre è il sostegno reciproco che si può incontrare.

Che si tratti di mantenersi in forma, mangiare bene, trovare focus per il lavoro o nuove idee per il viaggio, la comunità di nomadi digitali è la giusta spalla per tutto questo.

Nelle comunità di nomadi digitali è facile trovare un compagno d’avventura con cui esplorare le zone circostanti o andare a lezione di yoga o di meditazione per stimolarsi a vicenda verso uno stile di vita più sano e attivo.
Gli spazi per il coworking e ancora di più quelli di coliving ti ispirano a lavorare rendendo l’esperienza più divertente e facile da affrontare, per non parlare del fatto che se hai bisogno di un consiglio o dell’aiuto di un grafico o un fotografo è sempre facile trovarne qualcuno disposto a dare una mano.

 

L’evoluzione spirituale viene stimolata e accresciuta da quella collettiva.

– Patrizia Boi

Infatti, frequenti sono gli eventi di skillsharing- condivisione di competenze, i mastermind, gli eventi live o su facebook, i meetup, le cene in stile grande famiglia in una prospettiva tutta nuova e inimmaginabile in qualunque altro contesto lavorativo.

In queste comunità di impara di più e si cresce di più come professionista e come essere umano che in qualsiasi altro settore lavorativo.

Non esiste la competizione, ma sana condivisione di idee e di aiuto reciproco.

Ognuno di noi è in cerca di una realizzazione personale e professionale a modo suo, ma far parte di una comunità che ha fatto del suo motto la libertà e la condivisione, significa trovare sempre a disposizione esseri umani empatici, con diverse capacità emotive stimola a diventare versioni sempre migliori di se stessi.

Qui si sperimenta una vera connessione umana, che si tratti di fare gite fuori porta o di trovare addirittura idee in comune e costruire progetti imprenditoriali di gruppo, la comunità di nomadi digitali permette di condividere esperienze e crescere davvero.

È una vera e propria tribù dove sentirsi accolti, che ti vede crescere e migliorare come persona e come professionista. Qui nascono molte amicizie che poi si mantengono nel tempo.

Ci sono molti modi per trovare la propria tribù, sia che si tratti di viaggi lenti, di viaggi in camper, zaino in spalla o qualsiasi altra modalità di viaggio a tempo pieno.

La cosa potente del nomadismo digitale è la potenzialità di circondarsi di persone che si desidera avere intorno, la capacità di scegliere l’ambiente in cui vivere anche dal punto di vista della comunità.

Essere aperti a questo genere di incontro, stare in mezzo a persone con diversi lavori e diverse mentalità può essere un enorme aiuto professionale e personale.

La buona notizia è che è possibile trovare comunità online e socializzare con altri viaggiatori in rete, prima di incontrarsi dal vivo in città di tutto il mondo.
Qui di seguito te le elenco alcune.

 

Nomad List conta oltre 53 mila membri. Prevede un costo per parteciparvi, che va da $30 per 1 mese fino a $99 per 1 anno oppure $149 per l’abbonamento a vita.

È una delle comunità online più grandi ed è stata creata da un imprenditore olandese che cercava di entrare in contatto con la comunità internazionale. Alcuni dei nomadi digitali può conosciuti al mondo sono membri.
Attraverso Nomad List è possibile scegliere la prossima destinazione, c’è una lunga lista di canali Slack per temi più rilevanti, tante opportunità di partecipare a incontri e la possibilità di incontrarsi durante il viaggio.

 

Digital Nomad Subreddit conta più di mezzo milione di membri, non prevede alcun costo di accesso. È un canale subreddit dove è possibile trovare una vasta gamma di discussioni di nomadi digitali principianti ed esperti. Si tratta di una grandissima risorsa per risposte, consigli e strumenti.

 

Ci sono poi i vari gruppi facebook, Global Digital Nomad Network e Digital Nomads Around the World, dove l’accesso è completamente gratuito e si può entrare nel mood della vita da nomade digitale per capire come costruirsi la propria strada, quali sono le mete di viaggio più ambite, scoprire consigli e dritte per viaggiare e lavorare al meglio.

 

Female Digital Nomads conta quasi 60 mila membri, si rivolge al pubblico femminile e ha come obiettivo di unire e ispirare le donne che vivono questo stile di vita.

 

Digital Nomads Entrepreneur con più di 50 mila membri è dedicato agli imprenditori digitali che viaggiano e vivono senza dipendere da una base. È un ottima piattaforma dove fare rete e avere risposte alle proprie domande in questo ambito.

L’associarsi porta forze nuove; stimola le energie. La naturaumana ha bisogno della vitasociale, tanto per il pensiero che per l’azione.

– Maria Montessori

Per qualcuno che vuole intraprendere la strada del nomadismo digitale è reso molto più semplice oggi rispetto a una decina di anni fa, per la possibilità di sentire storie di nomadi digitali di prima mano, la comunità è sempre molto disponibile a rispondere a dubbi, a incoraggiare e farti vedere le cose più fattibili, meno complicate di quel che ti immagini.

Perché quando siamo immersi nella nostra bolla dove le persone fanno sempre le stesse cose da sempre, ci sembra impossibile poter scegliere uno stile di vita al quale aspiriamo. Entrare in contatto con persone che invece ce l’hanno fatta aiuta a farti rendere conto che anche per te è possibile e a portata di mano.
E una volta che si entra in questa nuova bolla si diventa persone migliori di prima.

wildflowermood nomade digitale in marocco

Pensieri per concludere

Il lavoro da remoto è solo un tassello in un quadro molto più ampio della scelta di essere nomade digitale che rappresenta più un modo di dire basta alle scelte consumistiche, irrazionali, dannose per l’ambiente e per le comunità locali.

Il nomadismo digitale rappresenta una speranza per un nuovo modo di viaggiare e un nuovo modo di lavorare, un lavoro che non sia approntato al sopravvivere, a pagare le bollette, ma per vivere appieno l’esperienza di vita.

Non è solo una questione di viaggio o di stare in un coworking a lavorare davanti al proprio computer.

È una modalità di stare al mondo in una community che si è scelta, di persone simili che condividono gli stessi valori, che non ha la pretesa di cambiare il mondo o di essere perfetta, ma che lavora dall’interno a livello individuale affinché il luogo in cui viviamo, la nostra cara Madre Terra non sia una discarica, ma mantenga tutta la sua straordinaria forza anche per le generazioni a venire. 

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